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11 Agosto 2020

ECOGRAFIE E GRAVIDANZA

elena-corradini-gincologa-ostetricaL’ecografia ostetrica rappresenta oggi uno degli strumenti più validi, anche se a volte abusato, per il monitoraggio del benessere fetale durante la gravidanza.

I creteri d’impiego dell’ecografia in gravidanza in Italia, come nella maggior parte dei paesi europei e americani, è regolamentata da società scientifiche accreditate, che divulgano periodicamente linee guida alle quali gli operatori devono attenersi al fine di garantire elevati standard qualitativi che riguardano non solo la formazione degli operatori, ma anche la tipologia di esame da eseguire,  e il periodo ottimale in cui effettuarlo.

Le ultime linee guida pubblicate in Italia sono quelle della Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG)  del 2015, ed è ad oggi in lavorazione e in attesa di pubblicazione la loro prossima revisione.

Sulla base di quanto esposto fino ad ora , quante e quali sono le ecografie cosidette di screening in una gravidanza fisiologica, ovvero decorsa senza fattori di rischio e/o complicanze?

ECOGRAFIA DEL PRIMO TRIMESTRE

E’ l’ecografia condotta entro la 13+6 settimana gestazionale. E’ il primo passo per iniziare la gravidanza con una solida base di appoggio.

Consente di visualizzare l’impianto corretto della gravidanza , il numero dei feti e la presenza dell’attività cardiaca, di datare con precisione la gravidanza, in caso di gravidanza multipla di stabilire la corionicità  e amnioticità , se fatta tra la 11 e la 13+6 settimane di gravidanza consente la misurazione della Translucenza Nucale (NT) e di eseguire, previo consenso informato,  lo screening delle aneuploidie fetali (Trisomia 21, 18,13), avvalendosi anche dell’esecuzione del Test combinato e/o della ricerca del DNA fetale su sangue materno

 

ECOGRAFIA DEL II TRIMESTRE

Nota anche come “ecografia Morfologica” è condotta tra la 19 e la 22 settimana di gravidanza.

Eseguita sempre pervio raccolta di consenso informato, permette di valutare il numero di feti, la regolare attività cardiaca, la localizzazione placentare, la regolare crescita fetale e la regolare anatomia fetale

L’accrescimento fetale viene eseguito mediante il rilievo di parametri biometrici noti come Diametro Biparietale (BPD), Circonferenza Cranica (CC), Circonferenza Addominale (CA) e Lunghezza del Femote (FL) che vengono riportati su adeguate curve di accrescimento.

La valutazione della morfologia fetale è mirata ad escludere /e o riconoscere malformazioni maggiori.

Si stima che la capacità dell’esame di individuare anomalie anatomiche sia di circa il 70%, quando eseguita da operatori esperti. Un operatore esperto nell’ambito della Diagnosi Prenatale ed un ecografo di ultima generazione garantiscono ai futuri genitori che l’esame sia accurato e dettagliato. L’esame dura generalmente 30 minuti ma il tempo d’esecuzione può variare laddove la posizione fetale non sia favorevole alla valutazione. L’importanza di questa ecografia impone di prendere tutto il tempo necessario ad un corretto svolgimento dell’esame.

Non è possibile eseguire la diagnosi di alcune patologie malformative evolutive , dal momento che i segni compaiono tardivamente nel III trimestre di gravidanza

 

ECOGRAFIA DEL III TRIMESTRE

E’ ecografia condotta tra la 29 e la 32 settimana di gravidanza, che ha come finalità la valutazione dell’accrescimento fetale, del liquido amniotico e dell’inserzione della placenta

In realtà la situazione Italiana non è attualmente omogenea per quanto concerne il numero di ecografie di screening da eseguire in gravidanza. Alcune regioni infatti prevedono  ancora tre ecografie (Lombardia ad esempio) altre ne prevedono solo due (Piemonte ed Emilia Romagna). Questa differenza è dovuta all’introduzione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) gestiti a livello regionale.

E’ proprio l’ecografia del III trimestre il grande quesito da risolvere.

E’ gia’ in vigore in alcune regioni l’indicazione all’esecuzione dell’esame solo in presenza di precisi fattori di rischio ( il sospetto clinico di una restrizione della crescita o al contrario di una macrosomia, una patologia della gravidanza quale il Diabete gestazionale o l’ipertensione,  malattie renali croniche, precedenti gravidanze  con feti piccoli o precedenti morti fetali in utero, PMA, età materna superiore ai 40 aa, madri fumatrici, o sovrappeso). E’ pur vero che molti di questi fattori di rischio sono talmente generici e diffusi ai nostri giorni che viene spontaneo pensare che l’indicazione ad un ulteriore controllo nel III trimestre trovi strada quasi sempre in gravidanza.

 

Dr.ssa Rossella Lauletta
Medico specialista in Ginecologia e Ostetricia / Ecografista Ostetrica

 

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